Dooh

smart cities

Cosa sono le smart cities?

Le smart cities sono tutte quelle città in grado di integrare le tecnologie digitali nei servizi, nella propria rete e nelle proprie infrastrutture. Mettendo al centro il cittadino e la sostenibilità ambientale, le città intelligenti rappresentano il futuro che inevitabilmente tende a modificare e migliorare il contesto urbano.

Cosa sono le smart cities

Per definizione, quindi, le smart cities rappresentano quei contesti urbani in cui vi è una marcata trasformazione digitale, orientata verso il miglioramento della quotidianità e della qualità di vita dei cittadini. L’integrazione di tecnologie digitali nei servizi e nelle infrastrutture permette di migliorare l’interazione tra il cittadino e la pubblica amministrazione, resa possibile da strumenti digitali progettati appositamente per tale scopo.

Vivere in una città smart significa disporre di un’amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, con spazi pubblici più sicuri. Rientrano nella macro definizione di smart cities anche:

  1. La mobilità smart, che riguarda la possibilità di sfruttare auto, autobus e altri veicoli alimentati da energia rinnovabile.
  2. Le infrastrutture smart, che riguardano pensiline, panchine e illuminazione stradale integrate con tecnologie digitali in modo da essere interconnesse e multifunzionali.
  3. Le abitazioni smart, o meglio smart home, in grado di ridurre al minimo la spesa energetica e di integrare dispositivi, elettrodomestici, sistemi di sicurezza e di riscaldamento e raffreddamento intelligenti, ossia gestiti e programmati da remoto da un’unica applicazione.

Digital signage

E quali sono le altre peculiarità delle smart cities in grado di migliorare la qualità di vita dei cittadini e agevolare le imprese e la pubblica amministrazione nello svolgimento di molte attività?

  • Irrigazione delle aree verdi programmate in base alle previsioni del tempo e al livello di umidità.
  • Fornire indicazioni al cittadino, tramite schermi a LED posizionati all’esterno, inerenti al livello di affollamento e alla qualità dell’aria in determinate aree.
  • Gestione e programmazione dell’illuminazione pubblica.

Tutti questi e tanti altri interventi in ottica di efficienza e automatizzazioni hanno inevitabili riscontri positivi sulla qualità della vita, sul risparmio energetico ed economico e sulla tutela dell’ambiente. Siamo nel campo del digital signage, la segnaletica digitale diventata la forma di comunicazione ormai più efficiente e funzionale all’interno di punti vendita e in spazi pubblici all’aperto.

Efficiente grazie ad un impatto totalmente diverso rispetto alle comunicazioni applicate su tabelloni cartacei, statisticamente provato anche dai dati raccolti da Samsung e Alkemy che hanno confermato un aumento di views del 400% dei display digitali rispetto, appunto, a quelli cartacei. Funzionali, invece, per via della possibilità di ottimizzare la comunicazione e veicolare messaggi in tempo reale nel posto giusto e al momento giusto.

Featured Post
comunicazione offline

Marketing e comunicazione offline: strategie e strumenti innovativi

Siamo consapevoli che la nuova era, affermatasi con la nascita di internet e lo sviluppo di metodi di comunicazione online, abbia messo a dura prova tutto l’ecosistema che un tempo rappresentava la comunicazione tradizionale applicata in contesti al di fuori del web. La comunicazione offline, però, non è scomparsa bensì si trova di fronte ad un cambiamento drastico per quanto riguarda l’approccio, i metodi e gli strumenti da utilizzare per comunicare un messaggio in modo efficace. Vediamo com’è cambiata e perché può essere ancora molto efficace.

Cos’è la comunicazione offline

Per comunicazione offline si intendono tutti i messaggi e tutta la strategia di comunicazione che coinvolge esclusivamente l’ecosistema offline, per cui tutto ciò che viene sviluppato e veicolato al di fuori del web. Per molti questo genere di comunicazione è anche etichettata come “tradizionale” per il semplice motivo che esiste praticamente da sempre.

Il realtà, sebbene sia il primo assoluto metodo strategico di comunicare messaggi da parte delle imprese, anche questo sistema è cambiato a causa, ovviamente, dell’affermazione della nuova era digitale. Ma, prima dell’avvento di internet, come facevamo a creare la nostra immagine e a far conoscere la nostra azienda al di fuori del web?

  • Logo aziendale
  • Brochure
  • Biglietto da visita
  • Divise aziendali
  • Insegna

Tutti elementi tangibili che aiutavano a creare l’identità del brand migliorando la sua riconoscibilità agli occhi dei clienti. Seppur un tempo erano di sicuro strumenti efficaci, oggi hanno perso la maggior parte del loro potere di coinvolgimento. Non solo, per alcuni possono sembrare addirittura antiquati, obsoleti e scarsamente coerenti con il periodo storico.

La sua evoluzione

Come anticipato, quindi, l’era digitale ha permesso alla comunicazione offline di evolversi, andando a modificare soprattutto gli strumenti utilizzati per comunicare e trasmettere messaggi ai clienti. Dalla comunicazione out of home si è passati alla DOOH (acronimo appunto di Digital out of home).

In sostanza, mentre alcuni degli elementi che facevano parte della comunicazione tradizionale (come la brochure) sono stati totalmente assimilati dalla comunicazione online (brochure in pdf e non più in formato cartaceo), altri invece hanno subito semplicemente una digitalizzazione, nonostante restino comunque appartenenti alla comunicazione e al marketing al di fuori di internet. Un esempio tipico è l’insegna, che con il tempo inizia ad essere soppiantata dalle più belle, performanti e coinvolgenti insegne display, anche notevolmente più adatte al periodo storico.

Le barriere online/offline iniziano pian piano a venire meno, ponendo alle aziende degli obiettivi di medio termine utili ad assimilare la transizione storica e cogliere nuove opportunità di business. Ecco che la categoria dei display LED o LCD inizia ad imporsi sul mercato retail, gli unici strumenti a poter fornire un legame tra ecosistema online e offline, comunicazione tradizionale out of of home e digitalizzazione.

In sostanza, la comunicazione offline non è mai morta e probabilmente mai succederà, dato che appartiene ad un processo più ampio che punta a migliorare l’immagine e la visibilità di un brand. L’unica cosa che è cambiata, quindi, sono gli strumenti: dalla cartellonistica tradizionale a quella digitale.

Featured Post
pixel pitch

Cos’è il Pixel pitch e perchè è importante nella scelta di un display LED

I LED Wall sono dispositivi che nel corso degli anni hanno visto una rapida diffusione nel panorama internazionale, anche se nel nostro Paese vige ancora una scarsa informazione sulle sue funzionalità, sulle sue caratteristiche tecniche e sulle sue peculiarità principali. Uno degli aspetti da considerare maggiormente nel momento in cui si presta interesse verso l’adozione di un impianto digitale a LED per la propria attività è di sicuro il Pixel Pitch. Vediamo innanzitutto il suo significato e perché questo parametro è cosi fondamentale.

Cos’è il Pixel Pitch

Quando l’intento è quello di rinnovare la propria attività e affidarsi all’innovativa tecnologia digital signage, che permette la diffusione di contenuti multimediali e il totale controllo di schermi a LED stando comodamente seduti sul divano di casa, è importante comprendere non solo il funzionamento del software ma anche le caratteristiche tecniche che l’impianto digitale dovrà garantire in base alle proprie esigenze.

Uno dei parametri da tenere in seria considerazione e che rappresenta forse il valore più importante da comprendere per evitare scelte sbagliate è il pixel pitch. In sostanza, il pixel pitch consiste in un valore specifico che esprime la distanza tra il centro di un pixel ed il centro del pixel ad esso adiacente, valore espresso in millimetri. Più la distanza tra un pixel e l’altro sarà ridotta, più la risoluzione e il livello di definizione delle immagini sarà elevato rendendo possibile la visualizzazione nitida e chiara dello schermo anche da distanze ravvicinate.

SMD

Correlato al pixel pitch c’è anche un altro valore direttamente responsabile della risoluzione dello schermo a LED, ossia il parametro che indica la grandezza dell’SMD (anch’essa espressa in millimetri). Infatti, due LED Wall che abbiano lo stesso valore di pixel pitch (per es. 2 mm) differiscono nel caso in cui uno di loro abbia SMD di 1921 (19 mm di larghezza e 21 mm di altezza) e l’altro di 1515 (15 mm di larghezza e 15 mm di altezza).

Nel primo caso, infatti, essendo l’SMD più grande, avrà di certo una qualità dell’immagine più elevata rispetto al secondo caso. La distanza tra un pixel e l’altro, infatti, viene calcolata dal centro del pixel al centro dell’altro pixel ad esso adiacente. Per questo motivo, a parità di pixel pitch, sarà qualitativamente più elevata l’immagine trasmessa sullo schermo con l’SMD più grande, essendoci uno spazio “vuoto” notevolmente più ridotto”.

Come scegliere il pixel pitch più adatto

Avendo compreso cos’è questo parametro e cosa indica nello specifico, ora bisogna comprendere come fare a scegliere il valore più adatto che lo schermo debba garantire, in base al progetto specifico. Innanzitutto bisogna valutare l’ambiente in cui dovrà essere posizionato un LED Wall. Nel caso in cui lo schermo a LED venga installato a parete (classica installazione di questo genere di dispositivo) all’interno di spazi ristretti come negozi o punti vendita, è abbastanza evidente come la distanza minima di visione possa essere abbastanza ridotta.

In questo caso, infatti, i clienti potrebbero visualizzare lo schermo anche a distanza di 2 metri, rendendo necessaria una risoluzione e una qualità delle immagini elevata. Al contrario, nel caso in cui si abbia la necessità di installare un LED Wall in formato insegna (quindi sopra la vetrina di un negozio e ad un’altezza di 3 metri circa), la distanza minima di visione potrebbe aggirarsi intorno a 3,5 metri, per cui non una distanza molto ridotta che richieda un livello di risoluzione molto elevato.

Calcolo del pixel pitch

Calcolare il pixel pitch idoneo in base alla distanza minima di visione di un LED Wall è molto semplice, in quanto il valore (espresso in millimetri) che indica la distanza tra il centro di un pixel ed il centro del pixel ad esso adiacente è quasi identica al valore corrispondente alla distanza minima di visione (espressa in metri). Facendo un esempio pratica:

  • Un LED Wall con pixel pitch di 2 mm presenta una risoluzione abbastanza elevata tanto da rendere i contenuti ben visibili da una distanza di 1,5/2 metri.
  • Un LED Wall con pixel pitch di 5 mm presenta una risoluzione abbastanza elevata tanto da rendere i contenuti ben visibili da una distanza di 4/5 metri.

Ma perché bisogna considerare solo la distanza minima di visione e non quella massima? Perché un LED Wall è dotato di un livello di luminosità molto elevato, tanto da rendere i messaggi ben visibili anche da lunghe distanze a prescindere dal livello di risoluzione dello schermo. In sostanza, facendo un altro esempio pratico, un LED Wall p3 mm (pixel pitch di 3 millimetri) presenta contenuti visibili da 3 metri in poi.

In questo senso, se la distanza minima di visione è di 3 metri, non avrebbe alcun senso optare per un display a LED p2mm (pixel pitch di 2 millimetri), in virtù del fatto che si andrebbe ad acquistare un dispositivo con una risoluzione più alta (e quindi più costoso) ma non necessaria dato che da una distanza di 3 metri si vedrebbe bene tanto quanto un LED Wall p3 mm.

Per cui, se la scelta è di acquistare uno schermo LED Wall da posizionare dietro la reception di un negozio in cui la distanza minima di visione è intorno a 4 metri, sarà sufficiente optare per un LED Wall indoor p4 mm evitando un investimento più elevato (e inutile) per l’acquisto di un dispositivo ancora più risoluto.

Featured Post
Schermi pubblicitari

Schermi pubblicitari: prezzi, tecnologie e modelli disponibili

La comunicazione da parte delle imprese sta attraversando un periodo di forte cambiamento. Lo sviluppo della tecnologia e il vistoso cambiamento delle abitudini e delle esigenze del consumatore medio impongono di ricalibrare le proprie strategie di marketing e comunicazione, alla ricerca di una migliore visibilità. Gli schermi pubblicitari rientrano perfettamente all’interno di questo settore perché coniugano tecnologia, versatilità ed elevato engagement. Ma in cosa consistono, quanto costano e quali sono le soluzioni migliori per il settore retail?

Schermi pubblicitari nel Retail

Le attività commerciali a diretto contatto con il pubblico stanno attraversando un periodo in cui la tecnologia, oltre ad evidenti ripercussioni dovute a fattori esogeni, inizia ad avere un impatto molto rilevante sulle decisioni e gli investimenti aziendali mirati ad incrementare la visibilità, l’identità e la riconoscibilità del brand. Dall’inevitabile digitalizzazione che comprende eCommerce e strategie di marketing online, fino alla predisposizione più marcata verso investimenti mirati alla comunicazione presso il punto vendita fisico.

D’altronde, l’avvento di internet e della comunicazione online ha stravolto non tanto le abitudini di acquisto, che restano prevalentemente ancorate presso i punti vendita e gli store fisici, quanto la cosiddetta Customer Journey, ossia il percorso che intraprende il consumatore prima di giungere all’acquisto finale del prodotto. Quindi, se diventa fondamentale strutturarsi in merito all’ecosistema online, è statisticamente provato che il PV resta il touch point per eccellenza.

E allora, come può un’attività migliorare il proprio approccio comunicativo con il potenziale cliente? Seguendo la nuova tendenza, ossia trasformando tutto ciò che è statico in dinamico e digitale, attraverso strumenti progettati proprio per scopi commerciali. In questa nuova visione rientrano gli schermi pubblicitari, termine che in realtà racchiude una grande varietà di soluzioni tecnologiche.

Perché un televisore non è idoneo?

La scarsa conoscenza del mercato degli schermi pubblicitari porta molti imprenditori a preferire una classica TV ad altri strumenti professionali e sicuramente più costosi. Le Tv domestiche, però, oltre a non possedere le stesse caratteristiche tecniche e, soprattutto, le stesse prestazioni, non sono progettati per mantenere le proprie funzioni attive per molte ore. Inoltre, non possono contrastare i raggi del sole avendo una luminosità troppo ridotta, oltre ad avere limiti e vincoli in termini di dimensioni.

Per questo motivo, per scopi commerciali e pubblicitari sono entrati sul mercato altri strumenti, in grado tra l’altro di resistere anche in ambienti esterni, nonostante possano essere sollecitati da agenti atmosferici e da temperature rigide o troppo elevate.

Schermo LED

Non a caso partiamo dal dispositivo pubblicitario per eccellenza, ossia il Led Wall. Il termine schermo Led viene utilizzato, erroneamente, per riferirsi alle Tv o Monitor a LED. In realtà quando parliamo di questi dispositivi domestici o per uffici ci riferiamo a Monitor LCD dotati di “retroilluminazione” a LED, tecnologia ben diversa da quella che contraddistingue i Led Wall. Questi ultimi, infatti, sono dispositivi costituiti da moduli, della forma simile ad una mattonella, che vengono assemblati gli uni con gli altri fino a realizzare un display sulla base di qualsiasi dimensione desiderata. I moduli a LED, infatti, sono di norma di piccole dimensioni e, assemblati tra loro, vengono poi avvitati all’interno di strutture a loro volta progettate su misura dalla carpenteria metallica.

Risulta facile intuire, quindi, che il Led Wall rappresenta un dispositivo che viene interamente disegnato e progettato per scopi commerciali, in quanto è in grado di ricoprire qualsiasi spazio senza alcun vincolo particolare. Pareti, facciate di edifici (anche circolari), bordocampo di stadi o palazzetti dello sport e vetrine di negozi: le soluzioni sono infinite. Ecco perché, come anticipato in precedenza, non è opportuno fare confusione tra una Tv o Monitor LED e un Led Wall.

In ambito pubblicitario, quindi, un display a Led è l’unica soluzione percorribile in grado di produrre risultati davvero entusiasmanti, sia in termini di esperienza emozionale che di engagement. Ovviamente esistono casi in cui può essere più utile affidarsi ad altri player del settore, se non altro perché la risoluzione delle immagini di un Led Wall non potrà mai essere come quella di un Monitor a cristalli liquidi.

Monitor pubblicitari

Nel settore DOOH, acronimo di digital out of home, rientrano anche i Monitor pubblicitari che rappresentano dispositivi ben diversi dai comuni display utilizzati in ambito domestico per via delle loro soluzioni digital signage. Anche l’ambito dei Monitor LCD, sebbene non paragonabile con i i Led Wall a livello di prestazioni, impatto visivo e versatilità, racchiude diverse soluzioni per il retailer a seconda delle esigenze. Sono dispositivi ad alta luminosità, rientrando quindi di diritto all’interno dei player che compongono l’area degli schermi pubblicitari. Ma quali possono essere le soluzioni e l’utilità di un Monitor pubblicitario?

Videowall

Gli espositori da parete di tipo audiovisivo rappresentano una notevole opportunità per incrementare lo sviluppo della segnaletica digitale. I videowall, apparsi nei primi anni ’80, rientrano tra gli schermi pubblicitari appartenenti alla categoria dei dispositivi LCD. Con il passare del tempo e, soprattutto, dopo l’avvento prepotente dei Led Wall, hanno perso notevolmente il loro appeal e non rappresentano più il leader nel settore della comunicazione digitale out of home. Sostanzialmente sono una tipologia di segnaletica digitale composta da pannelli multipli.

Solitamente i pannelli sono sotto forma di Monitor LCD che, uniti tra loro, formano uno schermo pubblicitario di grandi dimensioni. La crescita di questo strumento risiede nello sviluppo della tecnologia, che ha permesso la produzione di schermi LCD dotati di una cornice molto sottile. In questo modo l’immagine riprodotta diviene più chiara, dove i contorni di separazione tra un Monitor e l’altro risultano sempre meno fastidiosi a livello visivo (seppur inevitabilmente evidenti).

Digital Menu Board

I digital menu board sono dispositivi che hanno ottenuto con il tempo un grande successo nel settore della ristorazione, soprattutto per quanto riguarda i fast food. Anche i digital menu board dispongono di un software digital signage che permette la totale sincronizzazione dei dispositivi dislocati anche in diverse aree geografiche. Disponendo due o più Monitor pubblicitari uno di fianco all’altro, inoltre, sarà possibile riprodurre un video o un’immagine estesa lungo tutti i dispositivi come se fosse un unico display, un pò come avviene nel caso dei videowall.

Ovviamente questa soluzione è perfetta nel caso in cui è in programma l’applicazione di menuboard in locali o ristoranti sparsi in diverse zone geografiche, in modo da avere il controllo di tutti i contenuti multimediali da remoto e in tempo reale.

Conclusione

La digitalizzazione dei punti vendita è diventata ormai una necessità per il settore Retail. L’obiettivo, sempre più pronunciato da parte della attività commerciali, è quello di condurre il consumatore verso una nuova esperienza d’acquisto andando a sollecitare l’aspetto puramente emozionale. Il digital signage, insieme a player digitali dalle elevate performance in termini di luminosità, contrasto delle immagini e dimensioni illimitate, garantisce un livello di coinvolgimento unico e impareggiabile.

Featured Post
Digital signage

Digital signage: cos’è, come funziona e quali sono i display pubblicitari

Il digital signage, o “segnaletica digitale”, presente in negozi, stazioni, aeroporti e spazi pubblici all’aperto rappresenta, in quest’era digitale, la nuova frontiera della pubblicità esterna e della comunicazione out of home. Sfruttando l’intelligenza artificiale, questo sistema di nuova generazione permette di sincronizzare diversi terminali sparsi anche su tutto il territorio nazionale, in modo da gestire la comunicazione trasmessa sui dispositivi in modo “smart”, ossia da remoto e in tempo reale.

Digital signage

Il digital signage può essere un mezzo di comunicazione incredibilmente efficace e accessibile a chiunque. Si intende, nel dettaglio, quel processo di trasmissione dinamica di contenuti digitali, di origine grafica o testuale, verso due o più schermi dislocati in differenti zone geografiche con l’obiettivo, tanto ambizioso quanto utile, di distribuire informazioni, news, avvisi, messaggi pubblicitari e qualsiasi altra tipologia di contenuto.

Grazie a questa tecnologia di nuova generazione chiunque potrà beneficiarne: clienti, turisti, cittadini e aziende. Negli aeroporti e stazioni, per esempio, il digital signage è ormai saldamente una parte integrante del metodo di comunicazione utile a informare in tempo reale i viaggiatori.

Componenti

Tutte le soluzioni di digital signage sono composte da diversi componenti elettronici, sia hardware che software. Il brusco rallentamento della produzione della componentistica elettronica, dovuta alla crisi dei semiconduttori che ha portato le case automobilistiche, come Hyundai, a valutare la produzione senza affidarsi a fornitori esterni, ha generato non pochi problemi anche nel settore del digital out of home.

Il calo della produzione di alcune componenti elettroniche ha portato ad un rallentamento nella produzione dei display pubblicitari, utilizzati come mezzo per sfruttare la tecnologia digital signage. Dopo questa premessa, opportunamente citata, vediamo quali sono le componenti che vanno a costituire le soluzioni di digital signage:

1. Sorgenti (PC o lettore dvd);

2. CMS, ossia il Content Management System utile per la trasmissione e gestione dei contenuti digitali. Il CMS può essere basato sul web in versione cloud, oppure può essere un software proprietario;

3. Rete Ethernet dedicata;

4. Hardware di distribuzione AV o software;

5. Schermi elettronici.

Trasmissione contenuti

Le soluzioni di digital signage possono sfruttare differenti terminali per trasmettere qualsiasi genere di contenuto, come video, HTML, fermi immagine, animazioni e altro ancora. I terminali possono essere schermi elettronici in LCD o LED e, in alcuni casi, processori tramite il quale combinare più schermi (Videowall). Il procedimento è molto semplice e si articola in diverse fasi:

1. Collegamento sorgenti (locali o remoti) ai terminali (schermi elettronici);

2. Le connessioni avvengo tramite collegamento diretto via cavo (quando il media player viene integrato dietro ad uno schermo digitale), tramite collegamento LAN oppure tramite una rete di estensione utilizzando un trasmettitore o ricevitore;

3. Terminata la connessione e e configurazione, sarà possibile visualizzare contenuti statici o dinamici in punti vendita, ospedali, aeroporti e così via.

Schermi elettronici o videowall

Indispensabile è utilizzare un dispositivo che non solo riesca a sfruttare le funzionalità del digital signage, ma che possa davvero fare la differenza anche in termini di visibilità, soprattutto quando l’obiettivo finale non è tanto in ottica della divulgazione informativa ai cittadini, quanto in ottica di pubblicità esterna e per scopi commerciali. Proprio per questa particolare finalità, quindi, gli schermi pubblicitari più idonei ed utilizzati nell’ambito della comunicazione digitale out of home sono senza ombra di dubbio i Led Wall.

Questo perché la modularità del dispositivo permette una totale personalizzazione del progetto, caratteristica importante soprattutto quando l’installazione avviene in contesti particolari (ricoprire una intera facciata di un edificio). Inoltre, i Led Wall garantiscono performance perfette anche in ambienti outdoor dove l’umidità, le temperature rigide o troppo elevate e gli agenti atmosferici potrebbero mettere a rischio qualunque altro genere di dispositivo. Con un grado di protezione IP65, i Led Wall si presentano come dispositivi impermeabili ad acqua e polvere e in grado di resistere anche a temperature che vanno da -10 °C a +65°C.

Featured Post
Digital Menu Board

Digital Menu Board, nuova tendenza per ristoranti e fast food

Sappiamo benissimo come la pandemia e il lockdown abbiano messo in ginocchio tante attività commerciali appartenenti a svariate categorie merceologiche. Può essere abbastanza evidente, però, che una delle categorie più colpite è proprio la ristorazione, per la sua natura incentrata prevalentemente sul contatto diretto con il pubblico. I Digital Menu Board non saranno sicuramente l’ancora di salvezza e la soluzione a tutti i mali generati dal Covid-19, però rappresentano sicuramente un deciso cambio di mentalità che, nel lungo periodo, potrà rappresentare la svolta definitiva.

Digitalizzazione

Se la digitalizzazione e la tecnologia è da sempre un trend in crescita negli altri paesi già nel periodo pre-pandemia, in Italia non è stato proprio così. Il risvolto positivo di questo difficile periodo storico sta proprio in una forte accelerazione del processo di digitalizzazione di diverse imprese italiane, rimaste praticamente costrette a cambiare la loro mentalità conservativa.

Molti ristoratori hanno finalmente accolto i servizi offerti da Justeat e Deliveroo, due dei colossi più utilizzati dai consumatori per usufruire della consegna a domicilio. Durante il lockdown, seppur riscontrando un calo drastico del fatturato, molti proprietari di ristoranti e pizzerie sono riusciti a tamponare proprio grazie alla tecnologia.

Stesso discorso, ancora valido e utilizzato, è rappresentato dal QR Code utile a visualizzare il menu del ristorante direttamente dal proprio smartphone. La notizia evidente, quindi, è che anche un settore che probabilmente poteva sembrare quello più ostile alla digitalizzazione, per via della sua stessa natura abbastanza orientata al contatto con il cliente, inizia a ottimizzare i processi e ad abbracciare i vantaggi legati all’utilizzo della tecnologia.

Digital menu board

Proprio in questo macro contesto iniziano a diffondersi tra ristoranti, fast food, pub e pizzerie i Digital Menu Board. Già ampiamente presenti nelle catene di fast food più prestigiose, come McDonald’s e Burger Kings, e nei paesi esteri più orientati alla tecnologia come Cina e U.S.A, i Digital Menu Board sono sostanzialmente dei Monitor LCD con retroilluminazione a LED ma, a differenza dei classici Monitor, presentano caratteristiche e funzionalità molto avanzate.

Media Player e Digital signage

Innanzitutto sono dotati di un Media Player integrato che permette di gestire, tramite un applicazione, tutti i contenuti multimediali da trasmettere sullo schermo oltre ad altre funzionalità di controllo (come accensione e spegnimento programmato). Seconda caratteristica è la possibilità di affiancare due o più Monitor tra di loro ed estendere un contenuto multimediale su tutti gli schermi, come se fosse un unico display.

La modalità di visione è identica a quella resa da un videowall, anche se il meccanismo di funzionamento è diverso. Anche questa funzionalità, infatti, è resa possibile dal Media Player integrato e dal software digital signage.

Applicazioni e vantaggi

I digital menu board vengono, di norma, posizionati sulla fascia superiore della parete posta sul retro del bancone o della cassa. Oltre ad una questione legata ad un maggior livello di eleganza e design, questi menu digitali per ristoranti possono essere strumenti molto potenti per stimolare l’up-selling, proponendo abbinamenti curiosi e stuzzicanti tra alimenti e bibite.

Anche se il LED Wall può essere sicuramente un’alternativa valida e rappresenta un dispositivo che inizia prepotentemente ad affermarsi sul mercato rental il Digital Menu Board, almeno per questa fetta di mercato, sembra proprio avere la meglio soprattutto per via di un maggior livello di risoluzione delle immagini.

Consulta altre news interessanti:

News In Web Social News
Featured Post
Pubblicità esterna

Pubblicità esterna: cos’è e come sfruttarla al meglio

La pubblicità esterna, detta affissione oppure Outdoor Advertising, è una forma di comunicazione che sfrutta il posizionamento di impianti specifici collocati all’esterno per intercettare il pubblico in transito. Vediamo cos’è nel dettaglio, i formati utilizzati e altri strumenti utili a migliorarne l’efficacia.

OOH Advertising

Partiamo dal concetto più ampio di OOH Advertising, acronimo di out-of-home. In questo contesto ci riferiamo a tutta la comunicazione che avviene al di fuori delle proprie mura domestiche. In questa forma di pubblicità rientra l’Indoor Advertising, che avviene in ambienti interni di centri commerciali, stazioni e metropolitane, e l’Outdoor Advertising che avviene in ambienti esterni. Proprio quest’ultima forma di comunicazione, di cui stiamo entrando nel dettaglio in questa guida, sta subendo profondi cambiamenti grazie all’ingresso sul mercato di nuovi player.

Pubblicità esterna

Proprio per la sua natura, la pubblicità esterna viene sfruttata tramite impianti collocati in zone ad alto traffico di utenti, in modo da riuscire a intercettare il numero più elevato possibile di consumatori. La pubblicità esterna, o affissione o ancora Outdoor Advertising, si avvale di diversi formati per veicolare i messaggi pubblicitari e intercettare il pubblico in transito.

  • Rotor pubblicitari;
  • Pensiline per fermate autobus;
  • Cartellonistica pubblicitaria (poster e manifesti);

In questo contesto stiamo parlando esclusivamente della pubblicità esterna tradizionale, che sfrutta sostanzialmente una tipologia di comunicazione statica (semi-statica nel caso dei rotor). L’evoluzione di questo settore riguarda prettamente, come anticipato nel paragrafo precedente, l’ingresso di nuovi player che hanno sconvolto l’intero panorama dell’ecosistema.

Digital signage

Era inevitabile che lo sviluppo tecnologico riguardasse anche la pubblicità esterna, in virtù della inefficacia della cartellonistica pubblicitaria (e della sua scarsa capacità di coinvolgere il pubblico) e dei costi di manutenzione che prevede questa forma di comunicazione. Proprio per questi motivi iniziano a diffondersi digital player che mettono a disposizione vantaggi innegabili sia per le agenzie di comunicazione, incaricate della vendita degli spazi pubblicitari, che per i brand che intendono sfruttare gli spazi per promuovere i loro prodotti e servizi.

Maxischermi pubblicitari

Stiamo parlando di schermi pubblicitari a LED modulari e assemblati su misura. Essendo costituiti da moduli a LED, ciascuno con dimensioni intorno a 32×16 cm, sarà possibile comporre uno schermo pubblicitario sulla base di qualsiasi dimensione necessaria, spesso caratteristica fondamentale quando la necessità sarà quella di installare uno schermo su una struttura già esistente, su un palo, sulla facciata di un edificio o sul tetto.

Anche la forma è perfettamente adattabile, in modo da riuscire a ricoprire anche una parete curva o una colonna portante. In sostanza, grazie ai Led Wall, sarà possibile ottenere gli stessi vantaggi della carta stampata e applicare uno schermo ovunque e di qualsiasi dimensione e, allo stesso tempo, rimuovere tutti gli svantaggi della pubblicità tradizionale come i costi di stampa ed i costi di manutenzione.

Featured Post