Digital signage

Quanto consumano i Led Wall

Led Wall: come funzionano, quanto durano e quanto consumano

Gli schermi pubblicitari, noti anche come Led Wall, sono dispositivi molto richiesti per le imprese che intendono raggiungere un obiettivo specifico in termini di visibilità e aumento del volume d’affari o anche per quelle organizzazioni d’eventi che vogliono incrementare la spettacolarità di manifestazioni, fiere o concerti. Ma come funzionano nello specifico questi dispositivi? Qual è la loro durata? Conviene noleggiarli o acquistarli? Quanto consumano?

Cos’è un Led Wall?

Il termine inglese viene sfruttato per fornire l’idea di un muro a LED in grado di trasmettere una comunicazione dinamica (attraverso lo scorrimento di immagini e video). Alcuni dei parametri che solo questa tecnologia è in grado di produrre permettono di ottenere un livello di coinvolgimento molto elevato e di immergere l’utente in un’esperienza visiva originale.

Gli schermi a Led di nuova generazione sfruttano la tecnologia RBG, modello di colori di tipo additivo e particolarmente adatto nella rappresentazione e visualizzazione di immagini in dispositivi elettronici. Infatti, la maggior parte dei dispositivi utilizza la combinazione di Rosso, Verde e Blu per visualizzare i pixel di un’immagine, anche se la rappresentazione sarà influenzata dalla tipologia di dispositivo in questione. La stessa immagine potrà essere visualizzata in modo diverso a seconda del dispositivo utilizzato.

La tecnologia LED RGB è una delle caratteristiche in grado di aumentare il livello di coinvolgimento insieme ad altri parametri che, in modo complementare, hanno reso questo dispositivo il principe indiscusso nel panorama della comunicazione video outdoor, o meglio nota come Digital Out Of Home (DOOH).

Tornando al termine inglese “Led Wall”, la sensazione guardandolo è proprio quella di una parete video continua senza alcuna giunzione tra i moduli che lo compongono. Il dispositivo permette di coprire e digitalizzare qualsiasi spazio, in qualsiasi contesto. Il coinvolgimento è dato dalla:

1. Riproduzione profonda dei colori

2. Elevata qualità dell’immagine

3. Maggiore luminosità e capacità di mantenere il colore originale

Come funziona un Led Wall?

Questi dispositivi, anche per le loro caratteristiche elencate in precedenza, presentano quindi una finalità prettamente pubblicitaria con l’obiettivo di veicolare una comunicazione che sia il più coinvolgente possibile verso potenziali consumatori. Ma come come funziona un Led Wall e come viene gestita la comunicazione attraverso questi schermi pubblicitari? Il Led Wall è composto da vari elementi:

1. Mattonelle o moduli a LED

2. Receiving card

3. Media Player o video processore

4. Alimentatori

5. Cabinet

I moduli a LED, spesso chiamati più semplicemente mattonelle, hanno dimensioni ridotte (25 x 25, 32 x 16 cm e così via), possono essere quadrati o rettangolari e possono, addirittura, presentare anche una forma rigida o flessibile (utilizzata per ricoprire pareti curve oppure per comporre display con una forma cilindrica).

Oltre a queste caratteristiche, i moduli differiscono anche a seconda del “passo”, o pixel pitch, ossia della distanza tra i vari pixel che compongono il modulo che a sua volta determina la risoluzione dell’immagine. Più i pixel saranno vicini gli uni con gli altri, migliore sarà la risoluzione dell’immagine. Inoltre, le mattonelle differiscono a seconda del contesto di ubicazione. Per applicazioni in ambienti esterni, la mattonella dovrà garantire infatti un grado di protezione IP65. Infine, le mattonelle si differenziano anche in base alla modalità di manutenzione (anteriore o posteriore).

Le receiving card, o semplicemente schede di ricezione, rappresentano un ulteriore componente elettronico indispensabile per il corretto funzionamento di uno schermo a Led. Le schede di ricezione possono supportare una frequenza di aggiornamento fino a 3840 Hz, a seconda del modello utilizzato, in modo da presentare l’immagine trasmessa con un effetto visivo più fluido. L’interfaccia semplice e facile da usare permette il monitoraggio ed eventuali interventi di manutenzione molto rapidi.

Il media player o video processore è di fondamentale importanza e permette di differenziare notevolmente un Led Wall da qualsiasi altro dispositivo in termini di modalità di gestione della comunicazione. Il media player è una sorta di scheda grafica che rappresenta quella componente hardware che permette appunto la comunicazione tra un banale pc o smartphone e il display a Led, sfruttando il software digitale signage. Questa componente è uno dei fattori che permette, quindi, di gestire ed avere il totale controllo dello schermo pubblicitario anche da remoto e in tempo reale rendendo la comunicazione più fluida e immediata.

Tralasciando la componente elettronica più comune e di facile comprensione, ossia gli alimentatori, passiamo all’ultimo fattore che completa la progettazione di un Led Wall, ossia il cabinet. In questo caso non stiamo parlando di una componente elettronica bensì di una o più strutture in ferro o alluminio che dovranno fungere da contenitori di tutti i vari elementi elencati in precedenza.

La struttura dovrà essere progettata a seconda della dimensione totale dello schermo pubblicitario e suddivisa in uno o più cabinet. La progettazione dovrà tener conto del contesto di applicazione in cui dovrà essere ubicato il display a Led (indoor oppure outdoor), in quanto per utilizzi in ambienti esterni sarà di fondamentale importanza rendere la struttura impermeabile. La progettazione dei cabinet viene effettuata quindi su misura e personalizzata in base alle varie necessità in termini di tonalità di colore, grandezza e luogo d’installazione.

Modalità di gestione dei contenuti multimediali

Il funzionamento dei Led Wall si basa sulla modalità digital signage (o segnaletica digitale). In sostanza il meccanismo è molto semplice e permette, attraverso l’utilizzo di un PC (o smartphone), di un software digital signage e di un processore (integrato nello schermo a Led), di gestire e programmare il proprio palinsesto dei contenuti multimediali.

Il computer comunica con il processore (che funge da scheda grafica del display a Led), andando ad inviare tramite tutte le informazioni (contenuti multimediali) che intendiamo trasmettere sul Led Wall. La prima cosa da fare è collegare il computer alla rete wifi dello schermo e, in un secondo momento e dopo aver scaricato l’applicazione, utilizzare il software per la gestione e programmazione dei contenuti multimediali. Sulla schermata del software sarà riprodotto lo schermo in modo virtuale, così da avere a disposizione già l’anteprima dei contenuti che intendiamo trasmettere.

Quanto durano e quanto consumano i display a Led?

Dopo aver dato un’ampia panoramica sul funzionamento dei Led Wall e sulla modalità di caricamento, gestione e programmazione dei contenuti attraverso il software digital signage, è importante chiarire un paio di concetti che spesso vengono posti dai clienti e che sono in grado di incidere sulla decisione d’acquisto. Questi quesiti riguardano l’affidabilità dei dispositivi pubblicitari a Led e il consumo energetico.

Partendo dall’affidabilità, gli schermi a Led garantiscono una vita media compresa in un range tra 50.000 e 100.000 ore. Questo range è dovuto principalmente alla modalità di utilizzo del dispositivo e anche dal luogo in cui è ubicato. Può sembrare abbastanza evidente come l’applicazione di un maxischermo in luoghi all’aperto, dove può essere sicuramente sollecitato non solo da temperature rigide o troppo elevate ma anche da eventi atmosferici di varia natura, non abbia la stessa durata rispetto ad un maxischermo installato in posti al chiuso.

Per quanto riguarda il consumo medio, c’è innanzitutto da sottolineare che la luminosità, la potenza del modulo e, quindi, il consumo energetico raggiunge il valore massimo durante la riproduzione del colore bianco. Dato che risulta impossibile che il proprietario di un Led Wall utilizzi solo ed esclusivamente il colore bianco nella riproduzione dei contenuti video, è chiaro che la potenza dello schermo pubblicitario viene sfruttata soltanto dal 30% al 50% rispetto alla sua capacità massima.

Nel calcolo della potenza e del consumo medio di uno schermo a Led, quindi, dovrà essere considerato sempre dal 30% al 50% della sua capacità massima sprigionata. A seconda della tipologia di mattonella, il consumo medio energetico di un display Led varia da 150 a 350 W/mq.

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prospettive del digital signage

Quali sono le prospettive future del digital signage?

Il digital signage è una moderna tecnologia che ha permesso di cambiare notevolmente gli approcci al marketing e alla comunicazione. Nello specifico ci stiamo riferendo all’utilizzo di software e display in grado di trasmettere contenuti multimediali accattivanti, sfruttando l’enorme portata del contesto out of home. In questa guida andremo ad analizzare innanzitutto cos’è la segnaletica, come si è evoluta nel corso degli anni e quali sono le prospettive future ed i margini di crescita del digital signage.

Cos’è la segnaletica?

La segnaletica non è altro che un mezzo di comunicazione presente in svariati luoghi che tendiamo a frequentare durante la nostra vita quotidiana come aeroporti, stazioni, fermate degli autobus, strade, ospedali e banche. L’obiettivo è quello di promuovere contenuti pubblicitari o informativi cercando di intercettare il maggior numero di utenti possibili.

Questo metodo di comunicazione non ha perso il suo valore, neanche dopo l’evoluzione e l’affermazione definitiva del marketing online, sebbene abbia comunque modificato il suo approccio e soprattutto quelli che sono gli strumenti utilizzati per sfruttare la portata della comunicazione out of home.

Dalla segnaletica tradizionale al digital signage

Se la segnaletica tradizionale faceva largo uso di cartelloni pubblicitari realizzati tramite la carta stampata e sfruttando, quindi, un approccio comunicativo statico, l’evoluzione della tecnologia ha permesso il passaggio alla segnaletica digitale, chiamata anche digital signage.

Il funzionamento di questa tecnologia prevede la creazione di contenuti grafici e l’utilizzo di un software che permetterà di creare palinsesti personalizzati che, in un secondo momento, verranno messi in comunicazione con i display, in modalità real time. Il digital signage sfrutta nello specifico tre elementi chiave:

  • Hardware
  • Software
  • Contenuti grafici

Hardware, software e contenuti

L’hardware è rappresentato dai display LED o LCD attraverso i quali vengono trasmesse le pubblicità e tutti i contenuti multimediali mirati a promuovere un determinato prodotto o brand. Il software è l’elemento chiave che permette all’editor di comunicare con gli schermi pubblicitari e di trasmettere tutto quello che desidera, al momento giusto e nel posto giusto.

Ovviamente, il contenuto è in grado di fare realmente la differenza. Trasmettere suoni, immagini e video accattivanti sfruttando anche il momento adatto per promuovere un prodotto (magari durante i saldi o eventi particolari come il black friday) rappresenta l’elemento di fondamentale importanza tanto quanto gli altri due fattori citati in precedenza. Realizzare contenuti belli da vedere può sicuramente invogliare il potenziale cliente ad acquistare il prodotto che stai promuovendo oppure semplicemente ad affidarsi al brand che stai pubblicizzando.

L’hardware, il software e il contenuto realizzato sono punti complementari che andranno sfruttati in egual misura per riuscire ad ottenere il massimo rendimento da questo nuovo approccio comunicativo.

Prospettive del digital signage nel 2023

Le prospettive della segnaletica digitale vedono il suo utilizzo massiccio anche in ambito retail, oltre che in contesti urbani e luoghi pubblici. Già da qualche anno, infatti, le città più evolute del contesto italiano hanno dato il via ad una nuova tendenza che trova la sua espressione nel cosiddetto branded environments.

Con questo termine si vuole indicare quell’insieme di spazi pensati, e soprattutto allestiti, in ottica di una maggiore propensione verso il tentativo di coinvolgere i sensi dei clienti. L’obiettivo è quello quindi di sfruttare anche gli ambienti interni come mezzi per veicolare messaggi promozionali e aumentare il livello di engagement tra il brand e il consumatore.

Nella pratica, il branded environments è una corrente di pensiero che viene attuata tramite l’utilizzo del digital signage. L’allestimento dei negozi tramite Led Wall e Videowall, seppur siano strumenti concepiti per finalità prettamente pubblicitarie, può essere inteso anche come la necessità di accogliere il cliente nel mondo del brand ed offrirgli un’esperienza d’acquisto migliore e innovativa.

La prospettiva del digital signage è sicuramente una più ampia espansione in ambito retail che, nel corso degli anni, ha modificato notevolmente il suo approccio al cliente verso il tentativo di congiungere il punto vendita fisico a supporti interamente digitali. Il Phygital retail consente una maggiore scelta e possibilità di personalizzazione, oltre alla più semplice e immediata ricerca di informazioni tramite, per esempio, l’adozione di Totem touch screen che permettono una notevole interazione tra marchio e cliente.

Totem interattivi, chioschi multimediali, Led Wall, videowall e tanti altri dispositivi hi-tech permettono quindi di svolgere tantissime attività che vanno dalla semplice ricerca delle informazioni fino al pagamento in autonomia. Il digital signage, quindi, ricopre un ruolo di fondamentale importanza per rispondere alle nuove esigenze del commercio al dettaglio e rappresenta lo strumento perfetto per il passaggio a questa nuova mentalità del settore retail, più propensa ad offrire al cliente un impatto visivo e un’esperienza d’acquisto totalmente innovativa.

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Led Wall per aeroporti

Led Wall per aeroporti, stazioni e metropolitane

Il flusso di passeggeri all’interno di aeroporti, stazioni ferroviarie e metropolitane rappresenta da sempre una fonte di enorme valore per i brand e per la loro strategia di comunicazione. I Led Wall per aeroporti, in questo contesto, sono gli strumenti che fanno da tramite tra il target di riferimento e le aziende che intendono aumentare la consapevolezza del proprio marchio. Questi luoghi ad elevata affluenza di pubblico sono, quindi, dei punti nevralgici dove il digital signage trova la sua perfetta espressione.

Affluenza negli aeroporti italiani

Per comprendere l’importanza dei Led Wall all’interno di contesti come metropolitane, stazioni ferroviarie e aeroporti è necessario innanzitutto verificare i dati relativi all’affluenza che questi ambienti generano costantemente ogni anno. Valutando esclusivamente gli aeroporti, da Wikipedia emergono dati in costante crescita.

Al primo posto troviamo infatti l’aeroporto di Roma-Fiumicino con un totale che supera 10 milioni di passeggeri e con una variazione positiva in percentuale rispetto all’anno precedente del 75% circa. Sul podio troviamo poi l’aeroporto di Milano-Malpensa con oltre 7 milioni e l’aeroporto di Bergamo con quasi 5 milioni di passeggeri. Entrambe hanno visto una variazione positiva di oltre il 40% rispetto all’anno precedente.

Digital signage e Led Wall per aeroporti

Questi dati diventano fondamentali quindi per capire quanto le società aeroportuali siano costrette a dover gestire l’enorme affluenza di passeggeri, fornendo contenuti efficaci ed informazioni tempestive. D’altro canto, i brand potranno sfruttare questa mole di utenti come una notevole opportunità di marketing e importante fonte di business.

Un metodo efficace per sfruttare l’enorme affluenza di passeggeri all’interno degli aeroporti è il digital signage che, a sua volta, sfrutta dispositivi progettati ad hoc per esprimere le sue potenzialità. Questi dispositivi sono i Led Wall, ossia schermi che derivano dalla composizione di diverse mattonelle a Led di piccole dimensioni e privi di cornice.

La composizione di questo dispositivo e la sua stessa natura legata alla modularità, permette quindi di ottenere qualsiasi formato potendo contare anche su un livello di contrasto delle immagini molto elevato. Il digital signage, attraverso questi dispositivi, permette quindi la condivisione di qualsiasi genere di novità, aggiornamento e informazione in tempo reale.

Da un lato si potrà rendere l’utente sempre e costantemente aggiornato e, dall’altro, le aziende potranno promuovere e aumentare la consapevolezza sul proprio marchio 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 grazie alla possibilità di trasmettere contenuti pubblicitari mirati e dedicati ad un target molto vasto.

Intrattenimento negli aeroporti

Non di poca rilevanza, inoltre, è anche la percezione che può avere il consumatore verso la pubblicità trasmessa all’interno degli aeroporti a differenza di quella presente in qualsiasi altro contesto. Considerando che, di norma, un comune viaggiatore tende a recarsi presso l’aeroporto almeno 2 ore prima della partenza, è importante sottolineare l’esistenza di un discreto intervallo di tempo in cui il viaggiatore stesso può essere propenso a intrattenersi presso i negozi o semplicemente a prestare maggiore attenzione verso i contenuti pubblicitari trasmessi attraverso gli schermi a Led.

Il livello di engagement in questo caso, quindi, può essere più elevato rispetto agli standard riscontrabili nella pubblicità in tv o anche in quella offline all’interno di contesti urbani, in cui il consumatore è il più delle volte assorto nei suoi pensieri per motivi legati a impegni personali o lavorativi.

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Monitor LCD vs LED

Monitor LCD vs LED: quali sono le differenze e cosa scegliere

In ambito pubblicitario, spesso capita di trovarsi di fronte ad un bivio: Display LCD vs LED. Il confronto merita un abbondante approfondimento soprattutto per via di alcune differenze molto rilevanti tra le due tecnologie.

Monitor pubblicitari

Schermi pubblicitari LCD vs LED, quale scegliere? Partiamo dal descrivere i dispositivi LCD utilizzati per comunicare e trasmettere informazioni, novità e messaggi promozionali alla clientela. Questa premessa sulla tipologia di utilizzo è importante per distinguere innanzitutto i monitor pubblicitari dalle classiche tv sfruttate in ambito domestico.

I Monitor pubblicitari possono essere utilizzati all’interno di locali e punti vendita, dietro le vetrine di negozi o all’esterno di attività commerciali. Ovviamente, in base al luogo dell’installazione, cambieranno anche alcune caratteristiche tecniche del dispositivo. Questa tecnologia, in ogni caso, permette di divulgare immagini e video ad alta risoluzione, in HD o 4k, caratteristica che rappresenta sicuramente il vantaggio principale – se non l’unico – rispetto alla tecnologia LED.

Gli schermi LCD hanno dimensioni standard (dal 10″ fino al 75″) e possono avere diverse versioni come quella “freestanding” (anche detti Totem), in modalità chiosco multimediale e altre ancora. Per ovviare al limite legato alle dimensioni, nel caso in cui si abbia bisogno di un maxischermo, entra in gioco il cosiddetto videowall, dispositivo derivato dal congiungimento di due o più monitor tra loro. In questo caso, però, l’immagine trasmessa sarà lievemente disturbata dalle cornici di ciascun monitor.

A seconda del luogo d’installazione, inoltre, avranno un determinato livello di luminosità (più elevato per installazioni in vetrina o all’esterno). Infine, gli schermi LCD possono essere anche in versione touch screen, funzionalità notevolmente importante quando l’obiettivo è quello di aumentare l’interazione tra cliente e brand.

Schermi a LED

Gli schermi pubblicitari a LED, alle volte chiamati LED Wall, hanno caratteristiche tecniche molto diverse dai display LCD. Innanzitutto, la particolarità più evidente è legata alla naturale composizione del dispositivo, derivato dall’assemblaggio di piccole “mattonelle” tra di loro. A differenza del videowall, però, in questo caso l’immagine uniforme sarà ottenuta grazie alla totale assenza di cornice di ciascuna mattonella.

La modularità dei LED Wall, quindi, permette di spaziare notevolmente in termini di dimensioni, riuscendo ad ottenere qualsiasi formato richiesto. Si potrà addirittura ricoprire pareti curve, grazie a mattonelle flessibili che permettono di realizzare formati molto creativi.

Oltretutto, grazie all’assemblaggio di queste piccole mattonelle, anche gli interventi di riparazione saranno più agevoli e immediati, avendo la possibilità di sostituire o riparare esclusivamente il modulo danneggiato anziché lo schermo per intero come nel caso dei monitor.

Gli schermi a LED nascono esclusivamente per scopi pubblicitari e per migliorare la visibilità delle imprese o per aumentare la spettacolarità degli eventi. Per natura, quindi, sono in grado di generare un livello di engagement superiore rispetto a qualsiasi altra tecnologia, grazie a standard notevolmente migliori in termini di luminosità e di contrasto delle immagini.

LCD vs LED

L’approfondimento ha l’obiettivo di fornire spiegazioni sul confronto LCD vs LED, le differenze (già ampiamente citate) e di consigliare quale tra le due tecnologie sia quella più consona e conveniente. In realtà, non può esserci una risposta definitiva a tale quesito perché diventa fondamentale capire innanzitutto l’obiettivo e lo scopo che dovrà avere il dispositivo.

Come accennato in precedenza, i LED Wall nascono per finalità promozionali per cui, nel caso in cui si intenda aumentare la visibilità di un negozio o di un’attività commerciale, per ovvie ragioni la scelta dovrebbe ricadere su questa tecnologia. L’impatto visivo e la capacità di catturare l’attenzione rendono i LED Wall, infatti, i veri leader nel panorama della comunicazione digitale.

Il discorso cambia, invece, quando l’obiettivo è quello di migliorare l’esperienza d’acquisto all’interno del negozio e di aumentare l’interattività di uno store. In questo caso, può sicuramente avere un senso riflettere e decidere se affidarsi a un monitor oppure ad un LED Wall. Nel primo caso, si potrà contare su una funzionalità non riproducibile dagli schermi a LED, ossia il touch screen. Questa caratteristica potrebbe infatti permettere di creare un legame importante e da non sottovalutare tra il brand e il potenziale acquirente.

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schermo pubblicitario

Quanto costa uno schermo pubblicitario?

Di fronte ad un continuo rinnovamento all’interno di negozi e punti vendita e ad una profonda digitalizzazione anche delle aree urbane, gli schermi pubblicitari rappresentano gli strumenti necessari soprattutto per tutte quelle attività rivolte al pubblico. La tecnologia ha permesso una profonda evoluzione delle performance di questi dispositivi, oltre anche ad una considerevole riduzione dei prezzi.

Quanto costa un maxischermo?

Proprio su questo ultimo punto andremo a eseguire una breve analisi. Il prezzo di uno schermo pubblicitario dipende ovviamente da diverse variabili, tutte legate alle caratteristiche tecniche del dispositivo. I Led Wall rientrano, inoltre, all’interno dell’ecosistema del digital signage, nuova tecnologia che permette di avere il totale controllo di tutti i dispositivi di una stessa rete anche da remoto tramite una web app.

Il software integrato molto spesso è gratuito e non ha alcuna licenza d’uso, altre volte invece dispone di una quota fissa annuale. Tralasciando il software, quindi, le variabili in grado di incidere sul prezzo di un maxischermo sono essenzialmente quattro:

– Pixel pitch

– Dimensione

– Consumo energetico

– Luminosità

Pixel pitch

Il pixel pitch viene detto anche passo o interasse, e rappresenta sostanzialmente quel parametro in grado di influenzare la risoluzione dello schermo pubblicitario. Corrisponde alla distanza tra il centro di un pixel ed il centro del pixel ad esso adiacente e, per questo motivo, più la distanza sarà ridotta e maggiore sarà la densità di pixel all’interno di un Led Wall andando, di conseguenza, ad aumentare la risoluzione dei contenuti. Il valore viene espresso in millimetri e rappresenta anche un valido parametro per identificare la distanza minima di visione da cui può essere visto il dispositivo.

Dimensione

Ovviamente anche la grandezza dello schermo pubblicitario è in grado di incidere sul prezzo. Il valore di un maxischermo, infatti, viene calcolato in base al prezzo al metro quadrato. Più la dimensione dello schermo a Led sarà elevata, più sarà maggiore il costo finale, ovviamente considerando lo stesso pixel pitch e lo stesso livello di luminosità.

Luminosità

Il parametro relativo alla luminosità, che uno schermo pubblicitario è in grado di sprigionare, incide molto sul prezzo finale del prodotto. Il livello di luminosità varia a seconda del contesto di applicazione del dispositivo. Se l’obiettivo è quello di posizionare un maxischermo all’esterno, si dovrà optare per un modello outdoor con luminosità intorno a 5.000 nits.

Se lo scopo è quello di intrattenere il pubblico e di posizionare uno schermo pubblicitario in una zona al coperto, si dovrà optare invece per un modello indoor con luminosità di 1.200 nits. Anche per le installazioni dietro le vetrine di negozi e punti vendita, nonostante siano in contesti al chiuso, sarebbe opportuno scegliere un modello outdoor dotato di alta luminosità, in modo da riuscire a contrastare i riflessi della vetrina e una eventuale esposizione ai raggi solari.

Riassumendo, quindi, il parametro relativo alla luminosità dipende da dove lo schermo pubblicitario andrà posizionato. Luminosità standard per contesti indoor, con prezzo finale più contenuto, alta luminosità per applicazioni in vetrina o all’esterno, con prezzo più elevato.

Consumo energetico

Il consumo energetico è un parametro che soprattutto dal 2022 inizia ad essere notevolmente considerato da parte del consumatore. Il consumo di energia elettrica può essere un fattore da non sottovalutare soprattutto nel caso di installazioni all’esterno, che richiedono dispositivi ad alta luminosità e con grado di protezione IP65 per contrastare umidità e agenti atmosferici. L’alta luminosità ovviamente incide notevolmente sul consumo energetico oltre anche al tipo di contenuto multimediale che si intenderà trasmettere sullo schermo pubblicitario.

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In Store Promotion: i vantaggi del Digital Signage

In Store Promotion: i vantaggi del Digital Signage

Sappiamo come la concorrenza sia ormai aumentata in modo esponenziale nel corso degli anni e come la tecnologia non possa più essere una scelta opzionale ma quasi imprescindibile, sia per ottimizzare le risorse che per riuscire a coinvolgere un pubblico sempre più esigente e difficile da impressionare. Per l’attività di In Store Promotion, esistono varie soluzioni digitali che ormai iniziano a sostituire gli strumenti che da sempre avevano rappresentato la scelta di quasi la totalità dei brand.

In Store Promotion e Digital Signage

Innanzitutto per In Store Promotion si intende l’attività di marketing applicata direttamente all’interno di un punto vendita e utile nel momento in cui si intende lanciare un nuovo prodotto sul mercato o, più semplicemente, promuovere i suoi vantaggi con la finalità di aumentarne le vendite. Partiamo dal presupposto che, come anticipato nel precedente paragrafo, il consumatore ha assunto nel corso degli anni un ruolo sempre più attivo nel processo d’acquisto.

La sua consapevolezza in merito alle scelte d’acquisto è sempre più evidente grazie alla possibilità di acquisire informazioni dettagliate su qualsiasi prodotto e su qualunque brand, semplicemente tramite una banale ricerca online.

Rispetto al passato, quando il pubblico veniva intercettato ed era sicuramente più semplice coinvolgerlo durante il processo d’acquisto, oggi ha decisamente un ruolo attivo e diventa sempre più complicato riuscire davvero a impressionarlo o semplicemente a catturare la sua attenzione.

Qui entra in gioco il ruolo del digital signage come strumento di marketing fondamentale in grado di rinnovare la propria strategia di comunicazione. Grazie a questa tecnologia di potrà comunicare con il pubblico in modo dinamico, coinvolgente e, a seconda delle scelte e delle necessità, anche eventualmente in modo interattivo. Il digital signage è un sistema che permette infatti di generare un palinsesto di contenuti multimediali e di trasmetterli nel luogo in cui si vuole e nel momento più adatto, attraverso ovviamente dei dispositivi pubblicitari disegnati ad hoc e differenti a seconda della tipologia di comunicazione in store.

Dal materiale POP al digital signage

I materiali POP, acronimo di Point of Purchase, sono strumenti evergreen dal costo contenuto che ospitano i prodotti in fase di promozione all’interno dei punti vendita. Espositori da banca, espositori da terra, isole promozionali sono tutti strumenti che ormai vediamo all’interno di centri commerciali, supermercati e negozi. Sono talmente diffusi e utilizzati, anche per via del loro costo molto contenuto, che il pubblico ormai si aspetta di vederli dovunque dandoli quasi per scontato. Anche per questo motivo, questi strumenti sono diventati nel corso del tempo molto meno efficaci in quanto non riescono più a catturare l’attenzione del consumatore medio.

Gli strumenti cartacei, oltre ad offrire una comunicazione statica, sono diventati mezzi attraverso il quale diventa molto difficile riuscire a promuovere adeguatamente un prodotto. La tecnologia permette non solo di comunicare in modo più attrattivo, ma anche di variare la tipologia di comunicazione e di renderla addirittura “interattiva” tramite monitor touch screen. Il livello di engagement in questo caso raggiunge standard molto più elevati, riuscendo a fornire l’opportunità al consumatore di interagire direttamente con il brand.

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Le migliori 3 tecnologie per allestimento sala riunioni

Le migliori 3 tecnologie per allestimento sala riunioni

La tecnologia offre per matura soluzioni in ottica di un costante miglioramento della qualità di vita. La diffusione di soluzioni digitali che rendano la quotidianità più agevole è ormai inevitabile e, grazie alla nascita e lo sviluppo di dispositivi sempre più intelligenti, la propagazione avviene anche in contesti lavorativi. Proprio in quest’ottica, quando si parla di allestimento sala riunioni, ci riferiamo a strumenti e dispositivi che nascono per migliorare la collaborazione e ottimizzare il lavoro del team.

Allestimento sala riunioni

Se hai cercato “Allestimento sala riunioni” sicuramente sei nel posto giusto. Le sale meeting iniziano ad essere sempre più tecnologiche, da un lato per migliorare l’interattività e la collaborazione in team, dall’altro per rendere le riunioni più aggreganti e coinvolgenti per i membri che vi partecipano. Quando si parla di allestire una sala riunione, ci riferiamo solitamente all’utilizzo di un unico dispositivo di grandi dimensioni che possa rappresentare uno strumento di condivisione di tutte le informazioni raccolte durante la conferenza. Vuoi sapere come allestire una sala riunioni e non sai quale dispositivo scegliere? Abbiamo selezionato i migliori 3 prodotti tecnologici per l’allestimento di una sala meeting. Vediamoli insieme.

Videowall

Il primo dispositivo che vogliamo descrivere è il videowall. Si tratta di un prodotto che consiste nell’assemblaggio di due o più Monitor LCD che saranno poi sincronizzati tra loro in modo da poter ottenere formati giganti. Questa soluzione è molto utilizzata all’interno di sale meeting di grandi dimensioni che necessitano di un display con misure extra large, in modo da riuscire a rendere ben visibili grafici, file pdf e documenti aziendali anche a chi si trova in fondo alla sala.

L’alta risoluzione delle immagini, in Full HD o 4k, garantisce la condivisione e la perfetta visibilità di qualsiasi documento. Questa soluzione presenta solo qualche limite. Innanzitutto il costo per la realizzazione di un Videowall può essere abbastanza importante e, oltretutto, la presenza della cornice su ciascun Monitor (soprattutto quando il bezel risulta essere abbastanza rilevante) impedisce una perfetta uniformità dell’immagine.

Display a LED

Questa è una soluzione adatta solo in alcuni casi specifici. Stiamo parlando di schermi a LED modulari, ossia costituiti dall’assemblaggio di mattonelle all’interno di strutture realizzate su misura. Essendo, quindi, schermi componibili, permette la progettazione di display a Led del tutto personalizzabili sulla base di qualsiasi misura, potendo spaziare maggiormente a livello di dimensioni rispetto al Videowall. 

La controindicazione è rappresentata dalla risoluzione delle immagini, inferiore rispetto al Videowall ed a qualunque display LCD. A questo limite si potrebbe comunque ovviare andando a scegliere un modello dal pixel pitch (distanza tra i pixel) molto ridotto ma, per ovvie ragioni, si andrebbe incontro ad un investimento davvero ingente. In ogni caso, se l’obiettivo non sarà quello di trasmettere documenti, file, grafici o qualsiasi tipo di contenuto testuale, potrebbe essere una soluzione sicuramente da prendere in esame anche per via della totale assenza di cornice (full-screen), a differenza del Videowall.

Lavagna interattiva multimediale

Qui entriamo invece non solo nel campo dell’allestimento sala riunioni, ma anche nel campo dell’istruzione e dell’apprendimento. la lavagna interattiva multimediale rappresenta infatti la nuova frontiera per quel che riguarda il miglioramento dell’interattività e della collaborazione tra colleghi e tra docenti e studenti.

Il display 4k ultra HD offre una qualità dell’immagine molto elevata con una risoluzione ben quattro volte superiore rispetto al Full HD. La lavagna interattiva multimediale rappresenta una soluzione che si adatta perfettamente ad una vasta gamma di ambienti professionali. Dotata di sistema touch screen, sarà in grado di portare con sè il meglio dell’interattività e della collaborazione in azienda. Il software integrato è in grado di supportare immagini, video e file PDF fino ai classici documenti d’ufficio in word, excel e power point. Grazie ad una serie di strumenti di condivisione tramite wireless, il livello di collaborazione all’interno del team sarà molto più fluido e agevole.

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Cosa sono le smart cities?

Cosa sono le smart cities?

Le smart cities sono tutte quelle città in grado di integrare le tecnologie digitali nei servizi, nella propria rete e nelle proprie infrastrutture. Mettendo al centro il cittadino e la sostenibilità ambientale, le città intelligenti rappresentano il futuro che inevitabilmente tende a modificare e migliorare il contesto urbano.

Cosa sono le smart cities

Per definizione, quindi, le smart cities rappresentano quei contesti urbani in cui vi è una marcata trasformazione digitale, orientata verso il miglioramento della quotidianità e della qualità di vita dei cittadini. L’integrazione di tecnologie digitali nei servizi e nelle infrastrutture permette di migliorare l’interazione tra il cittadino e la pubblica amministrazione, resa possibile da strumenti digitali progettati appositamente per tale scopo.

Vivere in una città smart significa disporre di un’amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, con spazi pubblici più sicuri. Rientrano nella macro definizione di smart cities anche:

  1. La mobilità smart, che riguarda la possibilità di sfruttare auto, autobus e altri veicoli alimentati da energia rinnovabile.
  2. Le infrastrutture smart, che riguardano pensiline, panchine e illuminazione stradale integrate con tecnologie digitali in modo da essere interconnesse e multifunzionali.
  3. Le abitazioni smart, o meglio smart home, in grado di ridurre al minimo la spesa energetica e di integrare dispositivi, elettrodomestici, sistemi di sicurezza e di riscaldamento e raffreddamento intelligenti, ossia gestiti e programmati da remoto da un’unica applicazione.

Digital signage

E quali sono le altre peculiarità delle smart cities in grado di migliorare la qualità di vita dei cittadini e agevolare le imprese e la pubblica amministrazione nello svolgimento di molte attività?

  • Irrigazione delle aree verdi programmate in base alle previsioni del tempo e al livello di umidità.
  • Fornire indicazioni al cittadino, tramite schermi a LED posizionati all’esterno, inerenti al livello di affollamento e alla qualità dell’aria in determinate aree.
  • Gestione e programmazione dell’illuminazione pubblica.

Tutti questi e tanti altri interventi in ottica di efficienza e automatizzazioni hanno inevitabili riscontri positivi sulla qualità della vita, sul risparmio energetico ed economico e sulla tutela dell’ambiente. Siamo nel campo del digital signage, la segnaletica digitale diventata la forma di comunicazione ormai più efficiente e funzionale all’interno di punti vendita e in spazi pubblici all’aperto.

Efficiente grazie ad un impatto totalmente diverso rispetto alle comunicazioni applicate su tabelloni cartacei, statisticamente provato anche dai dati raccolti da Samsung e Alkemy che hanno confermato un aumento di views del 400% dei display digitali rispetto, appunto, a quelli cartacei. Funzionali, invece, per via della possibilità di ottimizzare la comunicazione e veicolare messaggi in tempo reale nel posto giusto e al momento giusto.

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Marketing e comunicazione offline: strategie e strumenti innovativi

Marketing e comunicazione offline: strategie e strumenti innovativi

Siamo consapevoli che la nuova era, affermatasi con la nascita di internet e lo sviluppo di metodi di comunicazione online, abbia messo a dura prova tutto l’ecosistema che un tempo rappresentava la comunicazione tradizionale applicata in contesti al di fuori del web. La comunicazione offline, però, non è scomparsa bensì si trova di fronte ad un cambiamento drastico per quanto riguarda l’approccio, i metodi e gli strumenti da utilizzare per comunicare un messaggio in modo efficace. Vediamo com’è cambiata e perché può essere ancora molto efficace.

Cos’è la comunicazione offline

Per comunicazione offline si intendono tutti i messaggi e tutta la strategia di comunicazione che coinvolge esclusivamente l’ecosistema offline, per cui tutto ciò che viene sviluppato e veicolato al di fuori del web. Per molti questo genere di comunicazione è anche etichettata come “tradizionale” per il semplice motivo che esiste praticamente da sempre.

Il realtà, sebbene sia il primo assoluto metodo strategico di comunicare messaggi da parte delle imprese, anche questo sistema è cambiato a causa, ovviamente, dell’affermazione della nuova era digitale. Ma, prima dell’avvento di internet, come facevamo a creare la nostra immagine e a far conoscere la nostra azienda al di fuori del web?

  • Logo aziendale
  • Brochure
  • Biglietto da visita
  • Divise aziendali
  • Insegna

Tutti elementi tangibili che aiutavano a creare l’identità del brand migliorando la sua riconoscibilità agli occhi dei clienti. Seppur un tempo erano di sicuro strumenti efficaci, oggi hanno perso la maggior parte del loro potere di coinvolgimento. Non solo, per alcuni possono sembrare addirittura antiquati, obsoleti e scarsamente coerenti con il periodo storico.

La sua evoluzione

Come anticipato, quindi, l’era digitale ha permesso alla comunicazione offline di evolversi, andando a modificare soprattutto gli strumenti utilizzati per comunicare e trasmettere messaggi ai clienti. Dalla comunicazione out of home si è passati alla DOOH (acronimo appunto di Digital out of home).

In sostanza, mentre alcuni degli elementi che facevano parte della comunicazione tradizionale (come la brochure) sono stati totalmente assimilati dalla comunicazione online (brochure in pdf e non più in formato cartaceo), altri invece hanno subito semplicemente una digitalizzazione, nonostante restino comunque appartenenti alla comunicazione e al marketing al di fuori di internet. Un esempio tipico è l’insegna, che con il tempo inizia ad essere soppiantata dalle più belle, performanti e coinvolgenti insegne display, anche notevolmente più adatte al periodo storico.

Le barriere online/offline iniziano pian piano a venire meno, ponendo alle aziende degli obiettivi di medio termine utili ad assimilare la transizione storica e cogliere nuove opportunità di business. Ecco che la categoria dei display LED o LCD inizia ad imporsi sul mercato retail, gli unici strumenti a poter fornire un legame tra ecosistema online e offline, comunicazione tradizionale out of of home e digitalizzazione.

In sostanza, la comunicazione offline non è mai morta e probabilmente mai succederà, dato che appartiene ad un processo più ampio che punta a migliorare l’immagine e la visibilità di un brand. L’unica cosa che è cambiata, quindi, sono gli strumenti: dalla cartellonistica tradizionale a quella digitale.

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Pixel pitch

Cos’è il Pixel pitch e perchè è importante nella scelta di un display LED

I LED Wall sono dispositivi che nel corso degli anni hanno visto una rapida diffusione nel panorama internazionale, anche se nel nostro Paese vige ancora una scarsa informazione sulle sue funzionalità, sulle sue caratteristiche tecniche e sulle sue peculiarità principali. Uno degli aspetti da considerare maggiormente nel momento in cui si presta interesse verso l’adozione di un impianto digitale a LED per la propria attività è di sicuro il Pixel Pitch. Vediamo innanzitutto il suo significato e perché questo parametro è cosi fondamentale.

Cos’è il Pixel Pitch

Quando l’intento è quello di rinnovare la propria attività e affidarsi all’innovativa tecnologia digital signage, che permette la diffusione di contenuti multimediali e il totale controllo di schermi a LED stando comodamente seduti sul divano di casa, è importante comprendere non solo il funzionamento del software ma anche le caratteristiche tecniche che l’impianto digitale dovrà garantire in base alle proprie esigenze.

Uno dei parametri da tenere in seria considerazione e che rappresenta forse il valore più importante da comprendere per evitare scelte sbagliate è il pixel pitch. In sostanza, il pixel pitch consiste in un valore specifico che esprime la distanza tra il centro di un pixel ed il centro del pixel ad esso adiacente, valore espresso in millimetri. Più la distanza tra un pixel e l’altro sarà ridotta, più la risoluzione e il livello di definizione delle immagini sarà elevato rendendo possibile la visualizzazione nitida e chiara dello schermo anche da distanze ravvicinate.

SMD

Correlato al pixel pitch c’è anche un altro valore direttamente responsabile della risoluzione dello schermo a LED, ossia il parametro che indica la grandezza dell’SMD (anch’essa espressa in millimetri). Infatti, due LED Wall che abbiano lo stesso valore di pixel pitch (per es. 2 mm) differiscono nel caso in cui uno di loro abbia SMD di 1921 (19 mm di larghezza e 21 mm di altezza) e l’altro di 1515 (15 mm di larghezza e 15 mm di altezza).

Nel primo caso, infatti, essendo l’SMD più grande, avrà di certo una qualità dell’immagine più elevata rispetto al secondo caso. La distanza tra un pixel e l’altro, infatti, viene calcolata dal centro del pixel al centro dell’altro pixel ad esso adiacente. Per questo motivo, a parità di pixel pitch, sarà qualitativamente più elevata l’immagine trasmessa sullo schermo con l’SMD più grande, essendoci uno spazio “vuoto” notevolmente più ridotto”.

Come scegliere il pixel pitch più adatto

Avendo compreso cos’è questo parametro e cosa indica nello specifico, ora bisogna comprendere come fare a scegliere il valore più adatto che lo schermo debba garantire, in base al progetto specifico. Innanzitutto bisogna valutare l’ambiente in cui dovrà essere posizionato un LED Wall. Nel caso in cui lo schermo a LED venga installato a parete (classica installazione di questo genere di dispositivo) all’interno di spazi ristretti come negozi o punti vendita, è abbastanza evidente come la distanza minima di visione possa essere abbastanza ridotta.

In questo caso, infatti, i clienti potrebbero visualizzare lo schermo anche a distanza di 2 metri, rendendo necessaria una risoluzione e una qualità delle immagini elevata. Al contrario, nel caso in cui si abbia la necessità di installare un LED Wall in formato insegna (quindi sopra la vetrina di un negozio e ad un’altezza di 3 metri circa), la distanza minima di visione potrebbe aggirarsi intorno a 3,5 metri, per cui non una distanza molto ridotta che richieda un livello di risoluzione molto elevato.

Calcolo del pixel pitch

Calcolare il pixel pitch idoneo in base alla distanza minima di visione di un LED Wall è molto semplice, in quanto il valore (espresso in millimetri) che indica la distanza tra il centro di un pixel ed il centro del pixel ad esso adiacente è quasi identica al valore corrispondente alla distanza minima di visione (espressa in metri). Facendo un esempio pratica:

  • Un LED Wall con pixel pitch di 2 mm presenta una risoluzione abbastanza elevata tanto da rendere i contenuti ben visibili da una distanza di 1,5/2 metri.
  • Un LED Wall con pixel pitch di 5 mm presenta una risoluzione abbastanza elevata tanto da rendere i contenuti ben visibili da una distanza di 4/5 metri.

Ma perché bisogna considerare solo la distanza minima di visione e non quella massima? Perché un LED Wall è dotato di un livello di luminosità molto elevato, tanto da rendere i messaggi ben visibili anche da lunghe distanze a prescindere dal livello di risoluzione dello schermo. In sostanza, facendo un altro esempio pratico, un LED Wall p3 mm (pixel pitch di 3 millimetri) presenta contenuti visibili da 3 metri in poi.

In questo senso, se la distanza minima di visione è di 3 metri, non avrebbe alcun senso optare per un display a LED p2mm (pixel pitch di 2 millimetri), in virtù del fatto che si andrebbe ad acquistare un dispositivo con una risoluzione più alta (e quindi più costoso) ma non necessaria dato che da una distanza di 3 metri si vedrebbe bene tanto quanto un LED Wall p3 mm.

Per cui, se la scelta è di acquistare uno schermo LED Wall da posizionare dietro la reception di un negozio in cui la distanza minima di visione è intorno a 4 metri, sarà sufficiente optare per un LED Wall indoor p4 mm evitando un investimento più elevato (e inutile) per l’acquisto di un dispositivo ancora più risoluto.

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